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Progetto Terminal Server

 

 

Che cos’è Linux Terminal Server (LTS)?

 

Il Terminal Server sta tornando di moda perchè permette di riutilizzare vecchi computer (tipo Pentium I o II) inadeguati a far girare sistemi operativi moderni. Difatti in modalità terminale quel che conta è la potenza del server e la velocità della connessione. Con la spesa di poco maggiore al costo di 2/3 normali computer moderni è possibile “rianimare” 30-35 computer vecchi che si comporteranno come se fossero di ultima generazione. I vantaggi non sono solo nel risparmio, ma anche nella gestione centralizzata del software (si installa tutto e solo su Terminal Server). Linux Terminal Server rappresenta una proposta interessante ove si voglia conseguire semplicità di gestione ed economicità nello stesso tempo.

 

In una tipica situazione scolastica i computer, basati su processori Intel o compatibili, ognuno con molti Gb di spazio su disco fisso, processori che da soli consumano oltre 100 Watt, si ha un inaccettabile spreco di risorse.

Ha veramente un senso avere un computer completo su ciascuna scrivania? Non sempre….

Utilizzando LTS, si possono usare anche PC piuttosto datati o comunque di scarse prestazioni: è sufficiente rimuovere il disco rigido, il floppy ed il CDRom, e, qualora non sia presente, aggiungere una scheda ethernet con supporto per il boot da rete.

 

Fattori decisivi per la scelta:

_      risparmio sull’hardware, sia riciclando vecchie macchine, sia acquistando ex novo computer diskless;

_      risparmio sul software poiché tutti i programmi in ambiente GNU/Linux non hanno costi di licenza;

_      risparmio energetico dal momento che non ci sono HD, Lettori CD, processori che consumano energia (tranne sul server);

_      ampia possibilità di personalizzazione dell’ambiente grafico (i vari Gnome, KDE, ecc...);

_      disponibilità di tutto il software anche didattico in ambiente GNU/Linux;

_      l’installazione dei pacchetti avviene una volta per tutte solo sul server.

 

 

Schema di funzionamento.

Durante la fase di accensione (la fase di boot), il computer senza dischi ottiene le informazioni necessarie per far funzionare la rete (indirizzo IP) ed il kernel Linux dal server, quindi accede ai dischi (monta il root filesystem) tramite il servizio NFS, e carica l’interfaccia grafica.

Da questo momento utilizzerà le risorse e le capacità di elaborazione del server (RAM e processore).

La cosa interessante è che si possono avere molte workstation servite da un solo server con sistema GNU/Linux.

Il numero dei terminali dipende dalla dimensione e dalle capacità del server e da quali e quante applicazioni verranno usate nello stesso momento.

Per approfondire maggiormente l’argomento vi consigliamo la visione dell’apposita pagina web sul sito dell’Ist. “Keynes” di Castel Maggiore al seguente indirizzo:

http://keynes.scuole.bo.it/retelocale/tserver/index.html